Un commento alla traduzione di La leggenda del cacciatore di aquile – Libro primo. Di Alessandra Pezza.
È il primo volume della saga di arti marziali che ha consacrato il successo di Jin Yong, alias Louis Cha, il più famoso autore di wuxia xiaoshuo contemporaneo. Del romanzo esistono numerosissimi adattamenti filmici, televisivi, a fumetti e riadattamenti.
Il romanzo intreccia finzione e puntigliosi riferimenti storici, combattimenti mirabolanti e rigeneranti pratiche taoiste: è intrattenimento puro ma con una grandissima attenzione alla tradizione culturale cinese. La sfida principale nel tradurre è stata quella di mettere insieme questi due aspetti: trovare soluzioni accattivanti per tradurre i soprannomi dei personaggi e le loro mosse, senza perdere completamente i riferimenti storici alle armi e alle scuole di arti marziali di appartenenza; mantenere il ritmo dei combattimenti mozzafiato senza lasciare indietro i numerosissimi riferimenti legati alla medicina cinese e alle pratiche di agopuntura. Per questo secondo aspetto è stato importantissimo reperire e creare glossari di varia natura e ricorrere al supporto di specialisti di diversi campi.
Un viaggio in un genere letterario di grandissimo successo ma perlopiù sconosciuto in Italia, che permette di cogliere alcuni universali umani e di vederli calati nel contesto culturale cinese.
